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Luca Marchini, uno chef stellato a trazione integrale

11-11-2013
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Quando conosci Luca Marchini la prima sensazione è quella di trovarsi subito a proprio agio, una persona solare con la quale parleresti di arte, cultura e cucina per ore. Saranno le origini toscane, anche se vive a Modena da oltre vent’anni, oppure la sua capacità di esprimersi in modo educato ed immediato che genera un’istantanea simpatia. Dote importante nella sua professione, visto che il mestiere di chef oggi pretende anche doti di grande comunicatore, oltre alla necessaria capacità di trasmettere emozioni ad ogni assaggio.

Incontriamo Luca al suo ristorante, L’Erba del Re, un locale moderno ed elegante sito in Piazza della Pomposa a Modena, un gioiello incastonato in uno degli angoli più caratteristici del centro storico. L’occasione nasce dal recente acquisto, da parte dello chef, di una Land Rover Discovery 4 3.0 TDV6 HSE.

La prima domanda, e non poteva essere altrimenti, riguarda la sua attività professionale: come è diventato chef?

Premetto che non sono figlio d’arte, anche se con mia madre e mia nonna ho sempre cucinato. Dopo la laurea in Economia e Commercio ho deciso di fare un tirocinio presso il ristorante La Francescana, con lo chef Massimo Bottura, lì ho capito quale sarebbe stato il mio futuro. Due anni alla Francescana, seguiti da esperienze importanti ed esaltanti con chef come Bruno Barbieri (uno dei tre giudici della fortunata serie Masterchef Italia) a Bologna e Nomicos a Parigi, oltre a stage all’estero e in Italia hanno formato le mie capacità professionali permettendomi, nel 2003, di aprire il ristorante L’Erba del Re a Modena.

Quest’anno festeggia quindi i dieci anni di attività “in proprio”. Facciamo un primo bilancio?

Facciamolo, ed è assolutamente positivo. In questi primi anni L’Erba del Re è cresciuto costantemente, nel 2008 ho ottenuto la prima stella Michelin e da qualche anno, all’attività di ristorazione, si sono affiancati la divisione “Catering L’Erba del Re” e la scuola di cucina Amaltea. Se a questo aggiungiamo mia moglie ed i nostri tre splendidi bambini, non posso che guardare al passato con affetto e al futuro con ottimismo.

Lei è anche Delegato Regionale dei Jeunes Restaurateurs d’Europe (JRE), un’associazione che riunisce i migliori giovani chef di tutta Europa. Come riesce a conciliare tutte queste attività?

L’associazione di cui faccio parte è un progetto importante, al quale dedico molto tempo. L’associazione JRE coinvolge 13 paesi e, solo in Italia, conta più di 80 membri. I nostri incontri e le attività che svolgiamo servono anche per confrontarsi con le diverse realtà dei singoli paesi, stringere rapporti di collaborazione e attuare forme di promozione comuni. E’ vero che il tempo libero comincia a scarseggiare, per questo ho scelto una vettura che mi potesse aiutare a conciliare lavoro e famiglia.

Eccoci alla domanda finale: cosa l’ha convinta a scegliere la nuova Land Rover Discovery 4?

E’ bellissima. Inoltre, nonostante non abbia dimensioni da utilitaria, le sue qualità di guida sono stupefacenti. Io percorro più di 30.000 chilometri l’anno, in ogni condizione di strada e con qualsiasi tempo, e la Discovery 4 mi trasmette un senso di sicurezza mai provato prima. Se aggiungiamo la sua incredibile versatilità ed una capacità di carico che non ha paragoni, la mia Discovery 4 mi permette di gestire lavoro ed impegni famigliari nel miglior modo possibile.