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Enoteca Pinchiorri

18-2-2013
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“Leggendaria cantina” (Guida Michelin)
“La cantina? La migliore del mondo” (le Guide dell’Espresso)
“I vini più blasonati” (Guida del Gambero Rosso)


Se c’è una cantina che in Italia e nel mondo si può scrivere con la C maiuscola, questa è indubbiamentequella di Annie Féolde e Giorgio Pinchiorri, all’interno della celeberrima Enoteca Pinchiorri, tre stelle Michelin in via Ghibellina 87 a Firenze.

Nata una quarantina di anni fa dall’intraprendenza di nove soci, dal 10 ottobre 1976 è statatotalmente rilevata da Giorgio, che oggi continua a condurla con la sua compagna AnnieFéolde, alla guida della cucina. Inizialmente, come ha spiegato lo stesso Giorgio, il locale eraun’enoteca con rivendita e mescita di vini. “Un bicchiere – ricorda – poteva costare dalle 10 alle25 lire”. Poi, l’incontro con Annie ha cambiato tutto, trasformando l’Enoteca Pinchiorri in unodei migliori ristoranti del mondo che, per essere all’altezza, ha mantenuto una carta dei vini dieccezionale valore.
“L’incontro con il “Buon Bere” all’Enoteca – si spiega nel sito internet ufficiale, www.enotecapinchiorri.com - è caratterizzato dalle due Carte dei Vini, la Carta Italiana e la Carta Internazionale,completate da una serie di “degustazioni” uniche nel loro genere, sia per la varietà sia perla selezione: circa 200 tipi di vino, fra cui etichette pregiate e millesimi storici offerti a bicchiereper un totale di oltre 4000 bottiglie. Tutto questo è messo a disposizione dell’ospite, che vienecondotto verso la scelta ideale con la competenza e la professionalità del Sommelier.
E infine, la Carta dei distillati che offre una cernita di rari e importanti Bas Armagnac, Cognac,Whisky e Rhum nonché una pregiata selezione di distillati d’uva e grappe d’autore, conla possibilità di gustarli e accompagnarli a ricercati sigari, messi a disposizione nel salottofumoir”. Gli esempi che si possono fare di grandi bottiglie sono tantissimi, a cominciareda tutte le annate di Sassicaia, Ornellaia, Amarone Dal Forno, Masseto, Petrus (cinqueannate) e Margot, per continuare con oltre 30 Champagne delle più grandi cuvée. E seancora non bastasse, basta raccontare di certe offerte che non di rado a Giorgio capita diricevere, tipo quella di un suo cliente cinese che per una preziosa bottiglia del ‘79 è prontoa dargli 25.000 euro sull’unghia. Del resto, la sua fama di indiscusso intenditore, Giorgio Pinchiorri se l’é costruita annodopo anno, e ancora oggi, con la medesima passione, continua a girare il mondo sia perseguire i suoi locali giapponesi (uno a Tokyo, ora in ristrutturazione, e uno aperto a Nagoya),sia per andare a visitare personalmente i suoi fornitori di vino, perché non c’è unoche Giorgio Pinchiorri non conosca personalmente.

E’ convinto che i vini francesi, in particolar modo gli Champagne, abbiano ancora unacerta superiorità rispetto agli altri, anche se l’Italia, con i suoi Barolo, Nebbiolo, Amarone(solo per fare alcuni esempi), ha comunque moltissima qualità.Tra le realtà emergenti più interessanti vede “la Spagna – dice – che sta facendo passi dagigante”. Naturalmente, a Giorgio e alla sua cantina non mancano neppure esperienzemolto esotiche, dall’Australia alla Nuova Zelanda, dal Sud Africa all’Argentina. Senzadimenticare, naturalmente, quella galassia di piccoli produttori di cui Giorgio Pinchiorriè stato autentico scopritore e che contribuiscono ancora oggi a rendere la sua Enotecauno dei locali più apprezzati al mondo.